Il nome

Lugnano sorge su di un colle roccioso protetto da una catena di monti sempre verde e facilmente accessibile. Si gode un paesaggio unico con un panorama che spazia lungo tutta la valle del Tevere fino ai Monti Cimini. Tra i principali monumenti c'è la chiesa Collegiata santa maria assunta del 1100 circa. pregevole esempio di architettura romanica umbra, riportata in tutti i libri di storia dell'arte. L'intero centro storico è perfettamente conservato e costituisce un patrimonio architettonico di notevole rilevanza con la presenza di numerosi palazzi nobiliari. La campagna è mantenuta intatta ed il territorio è incontaminato. E' presente una sorgente di acqua sulfurea salsa con proprietà curative in ambito dertmatologico e degli organi interni recentemente valorizzata con la sistemazione dell'area e la fruibilità al pubblico.
La Storia
Lugnano sorge su di un colle roccioso, a nord e nord est è protetto da una catena di monti costantemente verdi e facilmente accessibili.
Dall’alto delle sue antiche mura si scorge il Tevere, che lambisce le sue terre, lungo la valle che da esso prende il nome si gode uno splendido panorama. Il territorio, prevalentemente collinoso, si estende per circa 3000 ettari tra coltivazioni cerealicole, vigneti ed oliveti dai quali viene prodotto olio extra vergine di finissima qualità; vi si respira un’aria sana e vivificante in un clima sempre mite. Nel periodo romano è certamente uno dei centri preminenti del così detto “agroamerino romano” che si estendeva dalla via amerina fino a Guardea. Tutto ciò risulta documentato da scoperte archeologiche, i cui numerosi reperti sono conservati in un antiquarium (della Villa di Poggio Gramignano), che dalla letteratura latina (questa zona viene citata da Plinio il giovane).
Nell’alto e basso medioevo Lugnano presenta uno sviluppo piuttosto singolare, diventando Comune attorno al 1000. Nei secoli XI e successivi vengono indicati come signori di Lugnano: duchi di Montemarte (intorno al 1000), poi i conti Bovaciani di Todi (1147), un guido senza cognome in qualità di visconte (1204), n Tebaldo Vagliante visconte (1216), gli Orsini (primi anni del secolo XIV), Tommaso di Alviano (1370). In realtà questi personaggi vanno considerati come “defensores” (difensori), ai quali i Papi affidavano la difesa dei loro territori e terre.
Signori e padroni della Terra di Lugnano sono sempre i Papi, facendo essa parte del patrimonio di San Pietro. Alleata o dipendente della città di Orvieto, ne segue le vicende nella contesa tra Guelfi e Ghibellini, in particolare contro Todi ghibellina, a cui sottostavano Amelia e i signori di Alviano, proprietari di Alviano, Guardea ed Attigliano.
Documentata da una bolla di Gregorio IX (1 Aprile 1239) è la vittoria dei lugnanesi e degli orvietani contro Todi ed Amelia che avevano assalito Lugnano. Le mire espansionistiche di Todi, per il controllo del Tevere, fanno si che Lugnano rimanga isolato con il solo sbocco verso Orvieto e i castelli oltre il Tevere.
Nel 1449 su ordine di Pio II (Enea Silvio Piccolomini) vengono restaurate le mura della Terra di Lugnano, la spesa comunque è a carico della comunità.
Nel 1497 è Bartolomeo d’Alviano che rovina e depreda la Terra di Lugnano. Il fatto si rinnova nel 1502 per opera dei fratelli di Bartolomeo, l’abate di san Valentino, Bernardino ed Aloisio di Alviano.
Nonostante tutto, la Comunità reagisce e sotto la spinta rinnovatrice di Giulio II si dota del compendio organico degli Statuta – Ordinamenti, che risalgono al XI secolo: lo statuto della Terra di Lugnano (1508). Esso contempla e regola ogni aspetto della vita sociale, delle interrelazioni tra comunità e singoli e nei minimi dettagli di vita, di lavoro, degli animali e del territorio.
Questo tesoro di civiltà è oggi tradotto e disponibile in un testo pubblicato dallo studioso lugnanese Terzo Pimpolari.
Palazzo Pennone

L’edificio, curiosamente tagliato in due dalla galleria omonima, ha pianta rettangolare e si articola su tre piani. Gli angoli del palazzo, le balaustre ed il bugnato dei portali sono realizzati in travertino. L’edificio è noto come palazzo Ridolfi-Farnese, cardinali governatori di lugnano. Il nome Pennone sembra far riferimento all’immagine suggestiva del pennone di una nave, come punto più alto di Lugnano svetta imponente sul borgo. E’ stato costruito attorno al
1650, probabilmente sul sito dell’antico palazzo comunale, la chiesa di san Pietro e la cancelleria. In realtà il nome deriva da Antonio Pennoni, primo proprietario o committente del palazzo. Divenne successivamente proprietà della famiglia Vannicelli, della quale si conserva, sopra il pozzo, uno stemma in ferro battuto. Fino al secolo
XVIII è stato dimora del governatore della sede apostolica, quindi vicendevolmente granaio, mulino, centro di allevamento di bachi da seta, fino a cadere in completo disuso. Recentemente ristrutturato, è oggi sede del Comune.
Il prodotto del borgo

E’ l’olio extravergine d’oliva: Lugnano appartiene alla rete delle Città dell’Olio. Ottima anche la carne perché segue una filiera facilmente rintracciabile, con animali allevati in loco.
Il piatto del borgo
Tipico è il pane col mosto nel periodo della vendemmia. Come pure la ciambella al formaggio che va sotto il nome di “bocconcello di San Francesco”, cui è dedicata una sagra.