Il nome

Dal latino “Stipulae” (paglia) indica le stoppe di paglia rimaste sul terreno dopo la raccolta del grano. Il termine “Etroubles” può derivare dal termine in patois (dialetto francoprovenzale) “etrobla”, ossia campi coperti di paglia.
La Storia
Il borgo di Etroubles, ubicato nella parte media della Valle del Gran San Bernardo, ha svolto sin dall'antichità la funzione di piccola capitale della valle, centro di guardia e di servizi. Nominato nei documenti romani del periodo imperiale con il nome di Restapolis, fu probabilmente residenza invernale della guarnigione del valico. Nel Medioevo rivestirono una grande importanza una torre in frazione Vachéry, di pianta quadrata, edificata nel sec. XII su probabili fondamenta di epoca romana, una chiesa di cui resta il campanile romanico del 1480 e un ospizio, fondato nel 1317 e ancora funzionante nel secolo scorso. Etroubles è situato sulla via Francigena, la strada che nel medioevo collegava le isole britanniche a Roma attraverso l’Europa e il passo del Gran San Bernardo. Qui i marroniers (guide e portatori locali) guidavano i viandanti lungo le vie del valico, in ogni condizione e stagione, facendo la gloria e la fortuna degli abitanti. Essi detenevano il monopolio del trasporto sulla strada, dell’accoglienza, si occupavano della manutenzione della strada, fissavano franchigie e stabilivano tasse fisse. Questa attività venne svolta a partire dal XIII° fino al XX° secolo.
Nel corso dei secoli, lungo la via del Colle passarono papi, sovrani, imperatori, santi e grandi autorità, tra questi S. Ambrogio, Carlo Magno, papa Leone III, Giovanni Paolo II, il re di Francia Carlo il Calvo, Enrico V, Federico Barbarossa. Il più famoso e straordinario passaggio, in questi secoli, fu quello di Napoleone e il suo esercito, il 20 maggio del 1800, in discesa dal colle del Gran San Bernardo alla volta di Marengo.
A partire del 1880, Etroubles comincia a diventare luogo di villeggiatura con la costruzione di tre nuovi alberghi. Nel periodo tra le due guerre, il comune ha registrato un grande slancio economico.
Con l’apertura, nel 1964, del traforo del Gran San Bernardo, il traffico automobilistico sia di passaggio sia commerciale su mezzi pesanti aumenta notevolmente.
Percorso artistico nelle vie del borgo

À Etroubles avant toi sont passés…
Merita un’attenzione particolare il borgo medioevale di Etroubles. Una passeggiata tra le vecchie stradine in ciottolato, gli splendidi fontanili da cui zampilla l’acqua fresca proveniente dal monte Vélan, le antiche abitazioni recentemente ristrutturate in pietra locale con tetti in lose che creano un’atmosfera fiabesca, il campanile quattrocentesco da cui scoccano le ore, la chiesa ottocentesca con affreschi, è l’ideale per trascorrere alcune ore in libertà.
L’amministrazione comunale, ha realizzato, nel maggio 2005, un progetto unico in Valle d’Aosta: “un museo a cielo aperto” unendo così il suggestivo paesaggio di montagna a opere artistiche di grande qualità.
Il borgo ospita 21 opere d’arte firmate da artisti di fama mondiale che rimarranno esposte 365 giorni all'anno.
Gli artisti francesi coinvolti sono: Albert Féraud, Guido Magnone, Evéline Otis Bacchi e Fabrizio Verzotti.
Gli svizzeri sono: Hans Erni, Yves Dana et Michel Favre.
Gli italiani sono: Salvatore Sebaste, Sergio Zanni, Alberto Gambale, Carlo Brenna e Italo Bolano.
Presenti anche gli artisti valdostani: Giulio Schiavon, Siro Viérin, Chicco Margaroli, Franco Balan, Roberto Priod e l’artista del paese Enrichetta Jorrioz. Espone una sua opera anche l’artista Assaf Mekhtiev, originario dell’Azerbaidjan.
Il progetto è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione della Fondation Pierre Gianadda e al suo presidente Léonard Gianadda e finanziato dal Fondo Sociale Europeo con il sostegno di: Studio Seghesio Grivon sas, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fonderia d’Arte Verrès spa, Associazione Culturale Parrell@rte.
Etroubles è sede di altri due musei stanziali: la latteria e la centralina Bertin.
Il 24 luglio 1853, infatti, fu fondata ad Etroubles la prima latteria turnaria della Valle d’Aosta.
Qui gli agricoltori del capoluogo conferivano il latte per produrre la tipica fontina.
All’interno del vecchio locale è allestito un museo che illustra le varie fasi di lavorazione del formaggio, del burro e del ceras con gli attrezzi originali dell’epoca.
La centralina idroelettrica Bertin, costruita dalla Signora Josephine Bertin, portò l’elettricità nella Valle del Gran San Bernardo nel 1904.
Attualmente di proprietà comunale, il museo raccoglie documenti, oggetti e macchinari recuperati durante la ristrutturazione del fabbricato. Speriamo che il piccolo viaggio per le vie del borgo susciti in voi qualche emozione per un ricordo duraturo di Etroubles!!
Il prodotto del borgo

LA VEILLÀ D’ETROBLE E IL CARNEVALE
La VEILLÀ è una rappresentazione degli antichi mestieri. Per una sera, Etroubles e i suoi abitanti rievocano i tempi passati, fortunatamente non ancora completamente dimenticati.
Nella strada principale del paese e nelle stradine laterali sono riproposti dal vivo vecchi mestieri, legati:
- all’agricoltura (il casaro e la lavorazione della fontina, la battitura del grano, l’allevamento delle pecore e il ciclo di lavorazione della lana…),
- all’artigianato (la battitura del ferro, i segantini, le sarte e la confezione di “ landzette”, ossia i costumi di carnevale …).
- alla vita sociale (le lavandaie e il loro bucato alla fontana, i giocatori alla morra, i contrabbandieri, gli spazzacamini, la maestra e i suoi scolari…).
Non mancano poi i vari punti ristoro, con le varie specialità: le grigliate miste con verdure, il minestrone, la panna con i lamponi e le bugie, la seuppa freida, il caffè, i vini valdostani.
E poi… ancora… tanta musica tradizionale dal vivo e la sfilata delle maschere tradizionali di carnevale che, con gli antichi e tipici costumi tradizionali “landzette”, rievocano in modo ironico il passaggio di Napoleone. Durante il carnevale il corteo delle maschere al gran completo fa il giro del borgo e dei villaggi il giovedì e il venerdì grasso allietando con canti e balli le fredde giornate invernali.
Il piatto del borgo
LA FONTINA
La Fontina è un formaggio a Denominazione d’Origine Protetta (DOP). Formaggio grasso a pasta semicotta, ad acidità naturale di fermentazione, fabbricato con latte intero di mucca di razza valdostana, alimentate prevalentemente con foraggio verde nel periodo estivo e con fieno locale nel resto dell’anno. Le forme prodotte durante l’estate in alpeggio sono le più ricche di gusto e profumi. Etroubles vanta nel suo territorio una produzione di fontine d’alpeggio di ottima qualità, premiate nel 2009 come le migliori della Valle d’Aosta, grazie ai pascoli incontaminati e alla maestria del casaro.
PANE NERO
La preparazione e la cottura del pane rappresentano uno degli appuntamenti più importanti per tutta la comunità.
Con la parola "pan ner" si definisce il pane di segala e frumento che era la base dell'alimentazione della famiglia.
Questo pane si conserva a lungo sui ratèlì (rastrelliere del pane). Il pane si cuoce nel forno a legna comunitario una sola volta durante l'anno nel mese di novembre ed è conservato essiccandolo.
PANNA E LAMPONI
Ad Etroubles, vi sono diverse piantagioni di lamponi. La produzione è molto alta e sono la specialità più apprezzata dai buongustai durante la Veillà. Sono serviti con la panna di montagna, montata.