Una rocca su un velo d’argento
Deriva dalla fortezza medievale eretta verso la metà del Duecento e chiamata “Castello del Leone” per la sua forma pentagonale ispirata alla costellazione del Leone.
• Periodo etrusco, il borgo è un centro di modeste dimensioni, localizzato probabilmente all’estremità del promontorio verso il lago.
• Periodo romano, è stazione ed accampamento lungo la via Cassia Aretina.
• Sec. X, Castiglione è citata come borgo fortificato con il nome di “Castello Chiugino”.
• 1247, il borgo è distrutto dagli Aretini e dai Cortonesi, ghibellini. Contemporaneamente inizia la ricostruzione col nome di “Castello del Leone” da parte degli Aretini, che intendono creare un punto d’appoggio fortificato a metà del percorso tra Roma e Firenze.
• 1550, Papa Giulio III istituisce il Marchesato di Castiglione e del Chiugi donando tutto il territorio alla sorella Giacoma, sposata a Francesco della Corgna. I figli di questi, Ascanio e Fulvio, si distinguono rispettivamente nella carriera militare ed ecclesiastica. Fulvio diviene cardinale e Ascanio, esperto di fortificazioni, ottiene il titolo di marchese.
• 1550-1565, è il periodo del rinnovamento urbanistico e architettonico di Castiglione. Il quattrocentesco Palazzetto Baglioni è ampliato per diventare dimora, secondo l’ambizioso progetto di Ascanio, di una splendida corte.
• 1617, il Marchesato è elevato al rango di Ducato.
• 1647, Con la morte di Fulvio della Corgna si estingue la dinastia e con essa il Ducato di Castiglione e del Chiugi. Viene insediato un legato di nomina pontificia e il Palazzo Ducale diventa di proprietà della Camera Apostolica.
• 1870, il Comune diviene proprietario del Palazzo della Corgna.
Pitture rinascimentali e camminamenti di ronda con vista sul Trasimeno.
Di grande rilevanza storico-artistica. è l’imponente complesso monumentale di Palazzo della Corgna, ampliato fra Cinque e Seicento da Galeazzo Alessi sul preesistente nucleo del Palazzetto Baglioni, con la probabile supervisione del Vignola.
Il Palazzo racchiude uno dei maggiori cicli pittorici del tardo manierismo umbro-toscano.
Una superficie di oltre 1200 mq. è stata dipinta per celebrare le gesta del condottiero Ascanio della Corgna con temi cari al XVI secolo: valorose imprese di eroi romani e scene ispirate alla mitologia greca.
Oggi la maggior parte degli affreschi di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, che ornano le sale del Palazzo, sono restituiti al loro antico splendore grazie a un attento lavoro di recupero e restauro.
Il Palazzo Ducale è collegato alla Rocca medievale da un camminamento che si snoda lungo le mura e che fu coperto nel 1617, durante il marchesato dei Della Corgna.
La Rocca del Leone è una fortezza medievale dalla singolare forma a cinque punte che ricorda la costellazione del Leone.
Edificata per volontà di Federico II a partire dal 1247, costituisce uno dei migliori esempi dell’architettura militare del Medioevo umbro.
La sua collocazione su uno sperone calcareo che domina il Trasimeno si è rivelata di grande importanza strategica durante le numerose guerre per il dominio del territorio combattute dalle signorie toscane e perugine.
Da vedere nel borgo, all’estremo opposto del Palazzo Ducale, anche la Chiesa di S. Maria Maddalena, costruita nel 1836 su progetto dell’architetto Giovanni Caproni.
Al suo interno sono conservate una “Madonna del Latte” di scuola senese del ‘300, una tavola che raffigura la Madonna con il Bambino, attribuita ad un allievo del Perugino e recentemente restaurata, e affreschi di Mariano Piervittori dipinti dopo il 1850.
Di epoca barocca (prima metà del ‘600) è invece la Chiesa di S. Domenico: edificata per volontà del duca Fulvio Alessandro, offre al visitatore uno splendido soffitto a cassettoni e numerosi dipinti del XVII secolo.
La fagiolina del lago trova intorno al Trasimeno il suo terreno ideale. è un fagiolo di minuscole dimensioni con una buccia così sottile che quasi non si vede, di sapore delicato e facilmente digeribile.
La coltivazione della fagiolina è stata recuperata grazie a un gruppo di agricoltori riuniti in un consorzio e oggi è presidio Slow Food.
Il pesce d’acqua dolce è padrone nella cucina locale, in particolare la “regina in porchetta”, cioè una carpa di grandi dimensioni cotta al forno, insaporita con finocchio, aglio, pepe e sale e servita con l’ottimo vino rosso dei Colli del Trasimeno.
Tra i primi, i “pici co’ la nana”, una pasta fatta in casa con acqua e farina e condita con sugo di anatra e parmigiano.