Lo stemma del Borgo

Vogogna

Vogogna, fiore di pietra tra i monti dell’Ossola.

Il nome

Il toponimo dovrebbe trarre origine dall’antico popolo che abitava queste terre prima dei Romani: i Galli Agoni. Vogogna, quindi, da Vallis Agonum, villaggio degli Agoni.

La Storia

• 196, una lapide testimonia la presenza romana a Vogogna.
• 970, primo atto notarile in cui compare il toponimo Vogogna.
• 1014, l’imperatore Arrigo II dona il contado dell’Ossola al vescovo di Novara.
• 1328, Vogogna diventa capitale dell’Ossola Inferiore dopo che vi si trasferiscono i superstiti di Vergonte, distrutta da un alluvione. Nel 1342 passa sotto il controllo dell’arcivescovo di Milano e viene destinata a baluardo a difesa del ducato. Nel 1348 i Visconti vi costruiscono il castello e ristrutturano mura e rocca.
• 1375, la rivalità tra Domodossola, capitale dell’Ossola Superiore, e Vogogna, culmina con il sacco di quest’ultima da parte degli avversari. Nel 1411 Vogogna respinge gli invasori svizzeri ma nel 1416 si allea con questi contro l’Ossola Superiore.
• 1450-1535, signoria degli Sforza. Sotto il governo dei Borromeo (1416-1600) Vogogna vive il suo periodo di splendore.
• 1535-1706, dominio spagnolo e decadenza di Vogogna.
• 1706-1743, dominazione austriaca.
• 1743-1789, Casa Savoia si impossessa dell’Ossola.
• 1789-1814, Vogogna è sotto la dominazione francese.
• 1819, Vogogna perde la giurisdizione sull’Ossola Inferiore e diventa semplice comune.

Il medioevo imprigionato tra le vie acciottolate e le “beole”

La visita all’antica capitale dell’Ossola Inferiore può iniziare, poco fuori del centro storico, dall’Oratorio di S. Pietro, la prima parrocchiale, di probabile origine longobarda, che custodisce preziosi affreschi quattrocenteschi. Nel cortile, il mascherone celtico da cui zampilla fresca acqua sorgiva è copia dell’originale custodito nel Palazzo Pretorio. Da S. Pietro si prosegue sulla statale e, protetti dal marciapiede, si riprende dopo una curva l’antico tracciato romano e medievale che porta in paese. Si attraversa il rione S. Carlo con i suoi edifici sei-settecenteschi e s’imbocca la vecchia via De Regibus per raggiungere lo slargo dove sorgeva la seconda parrocchiale, crollata col suo campanile nel 1975. Si è salvato il portale rinascimentale, ora incastonato nella nuova torre campanaria che affianca la chiesa consacrata nel 1904. Superato un ponticello, in corrispondenza della scomparsa Porta Superiore, si entra nel cuore del borgo, un tempo interamente murato. Sulla sinistra appare il torrione del castello mentre percorrendo la strada principale sulla quale nel Medioevo si affacciavano le botteghe, si arriva al Pretorio. Via Roma ha sulla destra una serie di edifici abbelliti da balconate secentesche, a sinistra un piccolo porticato, dove stava la casa del gabelliere indicata da un bel portale scolpito. Il Pretorio è un palazzetto gotico sostenuto da archi acuti poggianti su tozze colonne, edificato nel 1348 e sede fino al 1819 del governo dell’Ossola Inferiore. Intorno al Pretorio si trovano le dimore più signorili, come Villa Biraghi Lossetti (1650) a fianco della chiesetta di Santa Marta.
Dalla piazzetta del Pretorio si scende lungo via Lossetti verso la Porta Inferiore, abbattuta nel 1837. Bello lo scorcio di cui si gode da vicolo Santa Marta. Scendendo poi nell’antica piazza Camillo, già al di fuori della cinta muraria, sulla destra si nota il retro di Casa Marchesa, la più antica abitazione nobiliare nel borgo (1350). Il percorso piega quindi sulla destra lungo ciò che rimane delle antiche mura (via Sotto le Mura). Da qui si risale sul terrapieno dei contrafforti in via Sopra le Mura per ammirare l’angolo inferiore del borgo, chiamato in dialetto “Cantun Suta”. Un buio passaggio arcuato porta al settecentesco Palazzo dell’Insinuazione, da dove si raggiunge la suggestiva piazzetta del Pozzo. Da qui si risale in via Roma per imboccare, sulla sinistra, il viottolo che conduce nell’altra parte del borgo, il “Cantun Sura”, le cui case addossate le une alle altre sembrano stringersi intorno al castello, raggiungibile attraverso una bella salita in parte a gradoni.
Il Castello Visconteo con la sua torre rotonda domina Vogogna dalla metà del XIV secolo. Terminata la visita, si prosegue per il sentiero che lo costeggia e risale il torrente, per avere la visione migliore dell’imponente edificio e dell’antico borgo con i suoi tetti in pietra, le “beole”. Una passeggiata di una ventina di minuti lungo la mulattiera porta alla vecchia frazione di Genestredo, dalle caratteristiche abitazioni rurali in pietra ricche di motivi medievali. Un’indicazione sul sentiero invita a raggiungere la Rocca di origine longobarda che, ridotta a romantico rudere, continua a dominare dall’alto l’Ossola Inferiore. 

Il prodotto del borgo

Tra i prodotti alimentari caratteristici della Val d'Ossola, degni di nota sono i formaggi e i salumi.

Il piatto del borgo

Gli gnocchi all'ossolana sono tra i piatti più noti della cucina locale. Si ricavano da un impasto di farina di castagne, zucca e passata di patate lesse, e si condiscono con burro fuso e formaggio nostrano.