Un vecchio ponte su un rivo d’acqua scura

Varese è un borgo da visitare senza fretta, lasciandosi guidare dai percorsi che seguono gli antichi tracciati medievali e il corso del fiume, e si addentrano in strade immerse nei boschi, attraversano morbide colline e risalgono le vette delle montagne all’orizzonte.
L’ambiente, votato all’agricoltura biologica, è uno dei più integri dell’intera regione. L’architettura rurale, le case raccolte nei vicoli con le loro facciate decorate, le pietre nei chiaroscuri del Borgo Rotondo, i manufatti che arricchiscono chiese e palazzi, sono i piccoli tesori artistici che rendono prezioso questo luogo.
Iniziamo la visita dal
Borgo Rotondo che nella fase iniziale non prevedeva la fila di case mediane: la piazzetta, infatti, era occupata dai banchi del mercato e la funzione originaria dell’abitato (secolo XIII) era quella difensiva, come dimostra la struttura ellittica dove le case non avevano aperture esterne. Nel borgo le case erano tutte uguali e a due piani, con i locali al pianterreno adibiti a magazzino e i piani superiori ad abitazione.
Poco fuori il Borgo Rotondo si nota il
Castello
, di proprietà privata, la cui torre alta è del 1435 e il torrione cilindrico di una quarantina d’anni successivo. Accanto, il Palazzo Ferrari, nella cui cappella privata furono celebrate le nozze di Domenico Pallavicini e Luigia Ferrari, resa immortale dalla poesia del Foscolo.
Il paesaggio urbano offre altri motivi di interesse, come i portali di pietra e le chiese, che nel Seicento erano cinque. In quella a pianta centrale di San Filippo Neri e Santa Teresa D’Avila, consacrata nel 1676, si può ammirare il San Francesco Saverio di un maestro del Seicento genovese, Gregorio De Ferrari. La chiesa fa parte del Convento delle Monache Agostiniane, monastero di clausura dal 1652. Il monastero con il suo meraviglioso giardino è il luogo in cui le monache coltivavano erbe aromatiche, confezionavano funghi secchi e preparavano i dolci di pasta di mandorla, come le “sciuette”dalla ricetta segreta.
Nel 1648 fu avviata la costruzione della
Chiesa di San Giovanni Battista
che conserva all’interno una pregevole Madonna con Bambino in alabastro di scultore inglese del XVI secolo, e la settecentesca statua lignea della Madonna della Visitazione attribuita ad Anton Maria Maragliano e oggetto di devozione da parte della popolazione. Il coro ligneo tardo cinquecentesco proviene dalla chiesa e convento di Santa Croce (1563), di cui resta solo il campanile, oggi Torre Civica. Stucchi, affreschi e ornamenti preziosi decorano il secentesco
Oratorio dei Santi Antonio e Rocco
, dove si conservano i Cristi processionali, i fanali indorati con oro zecchino e due pastorali in legno dorato.
Di fronte all’ Oratorio di Santa Sabina, oggi utilizzato per attività culturali, si trova la casa del conte Arrivabene, patriota mantovano e musicista, fondatore 155 ani fa della Filarmonica Varesina.
Fuori del borgo è da ammirare il cinquecentesco
Ponte di Grexino
, elegante nella sua realizzazione a una fornice, a servizio di uno dei primi insediamenti urbani, il quartiere di Grecino, situato lungo la collina che digrada verso il torrente Crovana.