Il Club

Messaggio del Presidente dell'ANCI

Perché l'Anci ha deciso di dar vita al Club dei Borghi più belli d'Italia e, subito dopo, alle Guide che avranno il compito di "raccontarli"? Questa domanda mi è stata posta spesso nei mesi scorsi, da quando cioè ha iniziato a decollare il progetto dell'Associazione nazionale dei comuni italiani. Il quesito, probabilmente, nasce da un retropensiero: si sentiva davvero il bisogno dell'ennesima Guida che parli dell'architettura, dei paesaggi, dei vini, dei piatti tipici, delle tradizioni e della storia del Belpaese? Non è forse piena l'editoria, cartacea e web, di cose simili? Non siamo letteralmente sommersi di programmi tv che vanno ogni domenica a "scoprire" chicche, vere o presunte, degli ottomila comuni d'Italia?

La risposta è semplice e, allo stesso tempo, complessa. In ogni caso, nasce da un pizzico di presunzione.

Sono convinto, intanto, che nessuno meglio di chi ci vive possa descrivere i Borghi che il lettore troverà in questa prima Guida, e nelle altre che presto seguiranno. Insomma, per una volta - mi sia permesso di dirlo con orgoglio - non saranno altri a "scoprire" e proporre la bellezza, appunto le chicche o le primizie, di questo o quel comune. Il progetto dei "Borghi" ha il merito di trasformare gli stessi comuni, i sindaci, gli amministratori, nei veri protagonisti di questa autopromozione; che saprà grattare oltre la crosta della superficialità, che guarderà al di là del folklore spicciolo, per puntare anche sulle aspirazioni e sugli aspetti più "veri" della comunità locale. Perché - non dimentichiamolo mai - per quanto bello e fuori dal tempo possa apparire agli occhi del visitatore, quel Borgo è anzitutto un comune, cioè un luogo dove fluisce una vita economica, sociale, culturale, politica; una comunità che perciò dev'essere guidata con le scelte migliori e più lungimiranti.

In secondo luogo, i "Borghi più belli d'Italia" sono un impegno, che prendono tutti i sindaci che partecipano al progetto. Già, perché esso non si limita alla promozione delle cose, pur notevoli, che già esistono. L'idea che sta alla base del Club è semplice e ambiziosa: vuole "vendere" al turista e al visitatore il "Borgo", ma esige allo stesso tempo un innalzamento complessivo della qualità della vita. E allora via brutture, aggiunte, cose incompatibili, senza mai dimenticare che un paese non è un museo. In questo senso, i beneficiari dell'innalzamento della qualità saranno sì turisti e visitatori, ma soprattutto coloro che nel borgo hanno deciso di continuare a vivere e lavorare.

Insomma, il progetto nasce perché l'Anci, che esiste da più di cent'anni, non può dimenticare il suo compito essenziale: rappresentare, per tutelarli, gli interessi dei comuni, specie quelli più piccoli. Il Club dei Borghi è uno dei modi più originali per tenere fede a questa vocazione dell'Associazione.

E, a giudicare dal riscontro che abbiamo avuto, sembra proprio che si sia sulla strada giusta.

Leonardo Domenici
Presidente Anci, sindaco di Firenze